Il 21 marzo 2025 il Consiglio comunale di Catania ha scritto una delle pagine più brutte e avvilenti della sua storia.
Parte della maggioranza e parte dell’opposizione hanno infatti dato parere favorevole al Piano Regolatore del porto di Catania, presentato dall’Autorità di sistema della Sicilia orientale.
In aula, per chi era presente e per chi ha assistito in streaming, il consenso su questo parere si è formato sulla base di tre tesi ripetute in modo martellante (spesso, quando non credi, non puoi credere in una cosa, la ripeti, e ripeti, e ripeti, ma la realtà resta purtroppo lì, la realtà non cambia…).
1) Il Piano regolatore del Porto, secondo parte della maggioranza e parte dell’opposizione, sarebbe legittimo. Questo è FALSO. Associazioni di tecnici, ambientalisti, commercianti e comitati hanno dimostrato, in modo inoppugnabile, da settimane e mesi, che quel piano regolatore ha falle tecniche, formali e sostanziali, enormi; ed è in contraddizione con norme, leggi ma anche con atti dello stesso ente che lo propone, quale il parere espresso sul progetto (assai simile, se non sovrapponibile) presentato dalla società Toods’. E’ un atto illegittimo, cui manca trasparenza e conformità, al quale il Consiglio comunale ha dato un “via libera” che non modifica le criticità, ma che aggrava tremendamente i rischi ambientali, per la vita e la salute della città.
2) Il Piano regolatore del porto, sempre secondo parte della maggioranza e parte dell’opposizione, sarebbe realizzato senza danni ambientali per la città e non costituirebbe una cementificazione assurda del mare catanese. Anche questo è palesemente FALSO. Per avvalorare questa tesi abbiamo assistito al gioco del “non vedo, non ci sento ”. E tutto questo per non fare vedere alle catanesi ed ai catanesi quello che è sotto gli occhi di tutti: foci di fiumi interrati, sottopassaggi assurdi e irrealizzabili, scogliere ed ecosistemi marini di pregio sommersi da masse di metri cubi di cemento. E tutto questo per uno sviluppo che non esiste e per una “Miami dei poveri”, per un megaporto per milionari che porterà caos e devastazione, cancellando tra l’altro la storia di un bene comune prezioso, la Scogliera d’Armisi.
3) E da ultimo, parte della maggioranza e parte dell’opposizione hanno ribadito che non è vero che la Scogliera d’Armisi sia il gioiello che è. Tutto questo è doppiamente FALSO. Per avvalorare una tesi che è in contraddizione palese con la realtà i salti mortali sono stati doppi e tripli. Scene che non avremmo mai voluto vedere nel consiglio comunale di una grande città.
Tutto questo è stato condito, nei giorni precedenti, da un atto di vittimismo mistificatorio che è ormai di moda nella politica povera e senza ideali del nostro tempo. I rappresentanti comunali di alcuni partiti di maggioranza si sono detti “minacciati” dalle diffide e dagli appelli che provenivano dalle associazioni di commercianti, tecnici, ambientalisti e cittadini. E’ come dire che si sono sentiti minacciati dal normale esercizio della democrazia: dalla partecipazione attiva, libera e responsabile di migliaia di cittadine e cittadini.
Ci troviamo di fronte a un Consiglio comunale che, nella sua maggioranza, non sa e non vuole rappresentare la volontà della maggioranza dei cittadini.
Ci corre l’obbligo di spiegare a questi rappresentanti che è l’autorità portuale titolare del provvedimento che va la Ministero competente, assistito dai pareri richiesti dalla legge. Ed è contro i provvedimenti dell’autorità portuale, concepiti in contrasto con valutazioni negative degli stessi uffici comunali che il Consiglio ha ripetutamente ignorato, che si appelleranno da questo momento in poi associazioni e comitati. Lo faremo nei tempi, le forme e i modi dovuti, senza lasciare nulla di intentato per evitare uno scempio ambientale e urbanistico che Catania non merita.
Alla luce di tutto questo, ringraziando quella parte dell’opposizione e della maggioranza che ha criticato con coraggio e argomenti di verità e realtà questo agghiacciante provvedimento – che abbiamo chiamato non a caso CANCELLA IL MARE – ribadiamo la nostra ferma intenzione di continuare, con tutti i soggetti interessati, l’azione a favore di una vera promozione del mare catanese come bene comune di tutte e tutti, come luogo di socialità e benessere, contro speculazioni inguardabili che renderebbero la nostra città un inferno. Con buona pace di tutti, proveremo a fare sentire forte e chiara la voce e la volontà delle cittadine e dei cittadini.
Per queste ragioni invitiamo a continuare la raccolta di firme che sta arrivando a 2600 sostenitrici e sostenitori e a diffondere le ragioni della difesa del nostro mare
Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania
Attilio Scuderi